Le atassie congenite

Le atassie congenite

La sindrome di Joubert (SJ) e le sindromi correlate (SJC) sono le più comuni forme di atassia congenita ereditaria, e sono caratterizzate dalla malformazione della parte centrale del cervelletto (il cosiddetto “verme cerebellare”) e del troncoencefalo.

Alla risonanza magnetica, questa complessa malformazione si presenta con un’immagine peculiare e ben riconoscibile, detta “segno del dente molare”.

La SJ è una malattia genetica, trasmessa con modalità autosomica recessiva da due genitori portatori sani.

L’incidenza delle JSRD è stimata in un range tra 1/80,000 e 1/100,000 nati vivi, sebbene tali dati potrebbero essere sottostimati.

Quadro clinico

I bambini affetti da SJ presentano ritardo dello sviluppo psicomotorio e spesso ritardo mentale, ipotonia, disturbi dell’equilibrio, anomalie dei movimenti oculari e disturbi del ritmo respiratorio.

Può inoltre associarsi un coinvolgimento più o meno grave di altri organi, con segni clinici aggiuntivi quali cecità (anche fin dalla nascita) o riduzione dell’acuità visiva (distrofia retinica), alterazioni della funzionalità renale con evoluzione in insufficienza renale (che richiede la dialisi o il trapianto renale) come la nefronoftisi, malformazioni cardiache, insufficienza epatica.

Molti pazienti presentano inoltre note dismorfiche del volto e polidattilia (anomalie delle mani e dei piedi con dita soprannumerarie).

Le caratteristiche cliniche variano da paziente a paziente anche nell’ambito della stessa famiglia. Non esistono terapie per la SJ, ma una diagnosi precisa permette di prevenire le complicanze e di migliorare notevolmente la qualità di vita dei pazienti.

L’approccio terapeutico e riabilitativo deve essere multidisciplinare.

Molto importante è inserire i bambini in un programma riabilitativo adatto alle loro esigenze e che comprenda abilitazione e riabilitazione visiva , motoria, logopedia e cognitiva.

Iter diagnostico

La diagnosi di sindrome di Joubert o di sindromi correlate va sospettata in tutti i neonati che presentano riduzione del tono muscolare (ipotonia) , movimenti oculari anomali (in particolare l’aprassia oculomotoria e nistagmo) e progressivamente, ritardo dello sviluppo psicomotorio.

La presenza inoltre di alterazione del pattern respiratorio, come periodi di iperpnea alternati a periodi di apnea , rinforza il sospetto clinico. La Risonanza Magnetica dell’encefalo è sufficiente per confermare o escludere la diagnosi, basata sulla presenza del segno del dente molare. Una volta fatta la diagnosi di SJ, i bambini devono effettuare un protocollo diagnostico per escludere o affrontare il possibile coinvolgimento multiorgano.

Il protocollo prevede:

  • Visita oculistica con valutazione dell’acuità visiva, della motilità oculare, esame del fundus oculi, elettroretinogramma.
  • Esame delle urine con misurazione del peso specifico e test al Minirin, che consiste nella valutazione del peso specifico urinario dopo stimolazione intranasale con Desmopressina
  • Dosaggio degli enzimi epatici (transaminasi, fosfatasi alcalina)
  • Eco addome completo per esplorare reni (nella ricerca di eventuali cisti o perdita del differenziamento corticomidollare suggestive di nefronoftisi) e fegato (per identificare l’aumento di volume o l’aspetto fibrotico) ed escludere altre malformazioni come situs viscerus inversus.Nel sospetto di una fibrosi epatica, è consigliata la risonanza magnetica, come supporto alla diagnosi per evidenziare noduli fibrotici o proliferazione dei dotti biliari, ed eventualmente la biopsia epatica.

  • ECG e ECOcardiogramma per valutare o escludere eventuali malformazioni cardiache.
  • Visita dismorfologica e consulenza genetica.

Se l’iter diagnostico effettuato mette in evidenza anomalie multi organo, è necessaria la presa in carico dello specialista (nefronolo, epatologo, neuro-oftalmologo) per la pianificazione degli esami di follow-up e la gestione clinica del piccolo paziente.

La diagnosi genetica

Ad oggi si conoscono 11 geni, responsabili di circa il 50% dei casi con SJ e condizioni correlate.

I test genetici sono disponibili in centri selezionati, nella maggior parte dei casi come procedura di ricerca e non diagnostica.

 
disegno di Valentina